I vitigni

Nella scena quinta del secondo atto di Lucrezia Borgia, opera lirica di Gaetano Donizetti, un coppiere versa per tutti il “vino di Siracusa”, suscitando l’apprezzamento dei convitati – «ottimo vino!» – e un allegro canto. La coltivazione della vite è stata, per lungo tempo, attività agricola prevalente nel siracusano: una lunga e ricca tradizione che risale ai Greci, attestata dalle antiche fonti e dall’iconografia sui reperti archeologici, favorita dal buon clima e dalla ricchezza e varietà dei terreni.  

I vitigni - Azienda vinicola Cantine Gulino Siracusa

In Contrada Fanusa, dove l’azienda vinicola Cantine Gulino ha sede e Sebastiano Gulino ha raccolto l’eredità di famiglia, è la mescolanza tra sabbie e calcareniti a caratterizzare i terreni e a conferire, poi, alle uve la sapidità che le contraddistingue. Derivate dalla sedimentazione marina, queste calcareniti sono anche conosciute, nella letteratura geologica, con il nome di panchina: una particolare tipologia di deposito marino costiero, riscontrabile lungo le coste italiane e, in particolare, lungo quelle della Sicilia e della Sardegna, costituita da arenarie e conglomerati di resti fossili, soprattutto di molluschi. Formazioni sedimentarie modellate dal tempo e dall’azione abrasiva del mare, localmente ricoperte da un fertilissimo suolo agrario originatosi in larga parte dal disfacimento della calcarenite sottostante e da sostanze organiche.

Un clima mite, più piovoso d’inverno, caldo e soleggiato d’estate, coccola i nascenti grappoli di uva.

Moscato bianco

Varietà pregiata del celebre Moscato, il Moscato bianco è considerato uno dei vitigni più antichi d’Italia. Lo studioso Saverio Landolina Nava ne faceva risalire le origini all’uva Biblia introdotta a Siracusa dal mitico re Pollis: egli ne avrebbe ricavato il vino Pollio, ritenuto l’antenato del Moscato di Siracusa. La vite ha una foglia di medie dimensioni e forma pentagonale, il grappolo ha una struttura cilindrico-piramidale e la buccia degli acini è sottile, di colore giallo-verde.

Nero D’Avola

Il Nero d’Avola è un vitigno noto anche come Calabrese, erronea traduzione di dell’espressione dialettale “Calaulisi”, derivata dai due termini “Calea” (uva) e “Aulisi” che ne indicano l’origine dal piccolo centro in provincia di Siracusa, Avola. Vitigno autoctono siciliano, ha foglie di forma circolare, grappoli conici e la buccia degli acini è coriacea, di colore blu.

Albanello

L’Albanello di Siracusa è un antico vitigno a bacca bianca, storicamente coltivato nelle province di Siracusa e Ragusa. Nel 1879, a proposito di questo vitigno, l’enologo Giovanni Briosi scrisse che, pur non essendo l’Albanello molto noto in commercio, soprattutto all’estero, «pure con esso si potrebbe ricavare il migliore vino asciutto di tutta la Sicilia». Le foglie hanno dimensioni medio-grandi e forma circolare, i grappoli hanno struttura cilindrica o conica.

Fiano

Il Fiano è annoverato tra i migliori vitigni italiani a bacca bianca. Coltivato prevalentemente nell’avellinese, è diffuso prevalentemente in Puglia e, recentemente, anche in Sicilia. Le foglie sono circolare, i grappoli hanno forma piramidale, la buccia degli acini è resistente e di colore giallo-dorato.

Inzolia

Vitigno bianco italiano, è chiamato Ansonica, anche se in Sicilia è noto come Inzolia. È considerato il più antico vitigno autoctono siciliano, anche se qualcuno sostiene sia originario della Francia, diffuso in Sicilia nel periodo normanno. Si trova anche in Lazio e Toscana, in particolar modo nell’Isola d’Elba. Le foglie hanno forma pentagonale, i grappoli sono di grandi dimensioni e struttura tronco-piramidale, gli acini sono piuttosto radi.

Syrah

Le origini di questo vitigno a bacca rossa sono contrastanti: si pensa provenga dalla città persiana Shyraz, giunto poi nel nostro paese attraverso Siracusa. Secondo altre fonti sarebbe originario, invece, proprio della città di Siracusa. Le foglie hanno forma pentagonale, i grappoli hanno una struttura cilindrica e la buccia degli acini è di colore blu.

Chardonnay

È un vitigno a bacca bianca originario della Borgogna, ma coltivato e conosciuto in tutto il mondo, Italia compresa, anche se non si conosce il periodo in cui vi è stato introdotto. La foglia ha forma circolare, i grappoli hanno una struttura piramidale e la buccia degli acini ha consistenza media, di colore giallo dorato.