Cantine Gulino, una cantina storica a Siracusa

Si sa, perché ne fa cenno nel suo testamento Pompeo Picherali (architetto siracusano artefice della ricostruzione post terremoto del 1693), che i terreni su cui, ancora oggi, sorgono le Cantine Gulino, erano già in quell’epoca coltivati a vite: «lascio – scriveva Picherali – il palmento con la cantina annessa e i terreni allevati a moscato […]».

Azienda vitivinicola Siracusa Cantine Gulino - il casolare

La famiglia Gulino, dedita alla terra e alla coltivazione della vite, subentrò alla fine del ‘700: già da allora, il vino si produceva in Contrada Fanusa, si vendeva a Siracusa, nella bottega di Via Rocco Pirro (nell’isola di Ortigia) e si esportava.

Nel 1848 il territorio aretuseo vantava 1.400 ettari coltivati a vite. Fu la terribile epidemia di fillossera, calata in tutta Europa nella metà dell’’800, a distruggere tanti vigneti siciliani e ad assestare un brutto colpo anche alle attività vinicole del siracusano, colpendo quelli coltivati a Moscato in Contrada Fanusa. La vite fu soppiantata da altre colture e, solo agli inizi del ‘900, i Gulino innestarono su vite americana, resistente alla fillossera, Moscato e Nero d’Avola, tradizione mantenuta fino al 1950, quando l’azienda divenne prettamente agricola e i Gulino si dedicarono alla produzione di ortaggi.

Gli attuali discendenti, però, nel 1995 reimpiantarono il Moscato e il Nero d’Avola, ripristinando la tradizione e ristrutturando l’antico caseggiato che, insieme alla cantina, ai suoi saloni e al giardino, rappresenta un tassello del grandioso patrimonio storico e culturale della città di Siracusa.