Kanpai! Degustazione whisky giapponesi

Dalla sfida visionaria di Torii e Taketsuru alla rarità del legno Mizunara, scopriamo come il Giappone abbia trasformato una tecnica straniera in un’arte ancestrale. Un racconto di territori lontani, uniti dalla stessa ricerca di eccellenza che guida anche i nostri vini. Preparati a scoprire con noi la storia e le peculiarità del whisky giapponese sabato 7 marzo, alle Cantine Gulino.
Kanpai! Degustazione whisky giapponesi

Degustazione whisky giapponesi

Pensavi di sapere tutto sul Whisky?

Nel mondo dei distillati, i Whisky giapponesi incarnano l’essenza dell’eleganza, della precisione assoluta e del legame ancestrale con la natura. Il 7 marzo, alle Cantine Gulino, la “sacra” tradizione dei malti scozzesi incontra la leggiadria del Sol Levante.

Continuano i nostri viaggi e le nostre esplorazioni “Oltre il grappolo”.

Perché proprio il Whisky giapponese? Perché condivide la stessa filosofia dei nostri grandi vini: la ricerca della purezza, il rispetto profondo per il territorio e l’arte dell’attesa che trasforma il tempo in profumi e sapori.

Gustare whisky giapponesi

Il Sol Levante nel calice
Origini e segreti del whisky giapponese

La storia del whisky in Giappone inizia tra i flutti del mare, su una flotta di navi da guerra.

È l’8 luglio 1853 quando il Commodoro americano Matthew C. Perry approda nella baia di Edo con le celebri “Navi Nere”, così chiamate per il colore delle chiglie e per il denso fumo dei motori a carbone che le circondava. Per i giapponesi, rimasti isolati dal resto del mondo per oltre due secoli, quelle imbarcazioni rappresentano l’ignoto.

Il Commodoro portò con sé una lettera diplomatica e diverse casse di Whisky. È il primo incontro tra la cultura del Sol Levante e il distillato occidentale: un seme che germoglierà decenni dopo, spinto da una curiosità che diventerà eccellenza mondiale, oggetto di un desiderio di perfezionamento che porterà il Giappone, decenni dopo, a sfidare i maestri scozzesi.

I due padri: Torii e Taketsuru. Due visioni, due destini

Se il Whisky giapponese è oggi un’icona, lo si deve alla visione di due uomini straordinari: Shinjiro Torii e Masataka Taketsuru. Nei primi del Novecento, Torii, imprenditore lungimirante, sognava un distillato che ben si adattasse al palato raffinato dei giapponesi. Per realizzarlo, si affidò al genio tecnico di Taketsuru che, nel 1918, era partito per la Scozia per studiare e apprendere i segreti della distillazione.

Tornò in patria con un importante bagaglio di conoscenze e un amore scozzese, Rita Cowan, che divenne la colonna portante del suo sogno. Nel 1923, Torii e Taketsuru fondarono insieme Yamazaki, la prima vera distilleria del Giappone, che si trovava vicino a Kyoto.

Le loro visioni erano, però, destinate a divergere, dando vita ai due colossi che conosciamo oggi: Suntory e Nikka.

Questione di acqua e clima: Yamazaki vs Yoichi

La scelta dei luoghi di produzione rivela la differenza di filosofia tra i due pionieri.

Torii, alla ricerca dell’armonia, aveva scelto Yamazaki per la purezza millenaria delle sue acque (le stesse amate dai maestri del tè): essa, infatti, sorgeva alla convergenza di tre fiumi. La nebbia perenne e l’umidità elevata permettevano al Whisky di maturare con calma, interagendo con il legno senza seccarsi, regalando un profilo morbido, pulito ed elegante.

Dopo la separazione da Torii, per inseguire il suo “ideale scozzese”, il “purista” Taketsuru, fautore del rigore, scelse l’isola di Hokkaido. A Yoichi, il clima rigido e l’aria salmastra ricordavano le Highlands. Il risultato fu un Whisky dal carattere deciso, dove la torba e le note affumicate divennero una firma inconfondibile di forza e struttura.

Gli ingredienti dell’eccellenza: acqua e legno

L’acqua e il legno sono i due ingredienti che rendono unico nel suo genere il whisky giapponese.

Per i giapponesi, l’acqua è sacra. La ricerca di sorgenti estremamente “dolci” (povere di minerali) garantisce distillati cristallini e di estrema pulizia. Ma il vero passaporto sensoriale è il Mizunara, la rarissima quercia indigena. Il Mizunara è un legno capriccioso: poroso e difficile da lavorare, richiede alberi di almeno 200 anni. Tuttavia, la ricompensa è un aroma unico al mondo, che evoca note di incenso, sandalo e cocco, trasformando il distillato in un’esperienza quasi mistica.

L’arte del Blending: una distilleria, cento profili

A differenza dei whisky di Scozia, dove le singole aziende possono miscelare single malt prodotti da altre aziende (Blended Malt), le distillerie whisky giapponesi fanno tutto “in casa”. Questo ha costretto i maestri giapponesi a diventare artisti della varietà: usano alambicchi di forme diverse, lieviti differenti e vari livelli di torbatura per dipingere, all’interno della stessa distilleria, centinaia di profili aromatici diversi.

Serata di degustazione whisky giapponese

Partecipa all’evento!

Il 7 marzo vivremo insieme questo viaggio sensoriale, guidati da Antonio Gulino, esplorando tre etichette che hanno segnato la storia del whisky giapponese:

  • Suntory Toki Japanese Blended Whisky
  • Shinobu Pure Malt Lightly Peated
  • Nikka Taketsuru Pure Malt
La degustazione guidata di tre whisky giapponesi sarà accompagnata da piccoli abbinamenti gastronomici.

Kanpai! Degustazione Whisky giapponesi

Sabato 7 marzo | Ore 20

Quota di partecipazione
€ 40,00 a persona 

Posti limitati: prenotazione obbligatoria.

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