Consigli per il vino da abbinare al sushi

Sulle pagine virtuali di questo blog raccontiamo la tradizione enogastronomica della nostra terra, la Sicilia, che tanto ha da dire in termini di gusto e ricercatezza, di passione e semplicità attraverso i suoi profumi e sapori. Oggi, invece, superiamo i confini della Trinacria per incontrare un’altra cultura, diversa ma ugualmente affascinante, e un’altra esperienza gastronomica, divenuta ormai internazionale, da personalizzare con uno dei nostri abbinamenti vino: il sushi.
Consigli per il vino da abbinare al sushi - Cantine Gulino

Vino da abbinare al sushi: alle origini della tradizionale pietanza giapponese.

Ordinare sushi.
Andare a mangiare sushi.
Nelle più importante catene della grande distribuzione organizzata sono nati persino degli angoli dedicati al sushi. Preparato e riposto in apposite vaschette, è subito pronto per un veloce acquisto, tra i biscotti della colazione e una bottiglia di vino.
Riso, pesce crudo, alga nori, sale, zucchero e aceto di riso. Ingredienti semplici per una pietanza tipica giapponese, ormai diffusa in tutto il mondo ed entrata, a pieno titolo nella nostra quotidianità.
Riscuote successo anche tra noi siciliani che, della gastronomia tipica, dei prodotti caratteristici del territorio, della genuinità della nostra lunga tradizione culinaria, abbiamo fatto un punto di forza. Sempre più chef siciliani propongono una versione locale del sushi, utilizzando sapori del territorio.
Perché, anche per i siciliani, il cibo è più di un semplice nutrimento, un gesto naturale e automatico che risponde a un’esigenza fisiologica: è, come per i Giapponesi, un rituale, una parte della propria cultura, un’esperienza profonda che coinvolge tutti i sensi.

Come, dove, quando e perché: da dove viene il sushi?

Strano a dirsi, ma il sushi non nasce in Giappone.
Anzi, in origine non era neanche una vera e propria pietanza, ma un metodo di conservazione del pesce, diffuso nel sud-est asiatico a partire dal IV sec. a. C., che sfruttava la naturale fermentazione del riso e del sale. Il pesce, accuratamente pulito, lavato e salato, veniva riposto in vasi colmi di riso, il cui processo di fermentazione favoriva la conservazione. In questo modo, i contadini asiatici potevano disporre di un metodo utile per conservare il cibo e introdurre proteine di cui la loro dieta era carente.
Questo era il narezushi, un sushi “primitivo”, di cui si mangiava solo il pesce, scartando il riso.

Il sushi arrivò in Giappone solo nell’VIII sec. d. C., attraverso la Cina e la Corea.
È in questo periodo, durante la dinastia Heian, che i Giapponesi cominciano a mangiare pesce con riso bollito. Una prima e ancora grezza “ricetta” del sushi, da cui, nel tempo, nacquero diverse varianti, come l’oshizushi, una polpetta di riso con dentro il pesce crudo, popolare fino al 1500. Fu il momento in cui il sushi, da metodo di conservazione, divenne pietanza vera e propria. Nel 1600 si diffuse, infatti, l’hayazushi, il “sushi veloce”, che, per la prima volta, si consumava al momento della preparazione, senza ricorrere alla conservazione come era accaduto in passato.
Con il passare del tempo, il sushi si arricchisce di nuovi ingredienti, come le verdure e l’aceto di riso,ve nascono nuove ricette, diverse da regione e regione, come il nigirizushi, riso con gamberetti, detto anche edomae perché tipico di Tokyo (Edo era l’antico nome della capitale giapponese).

Quando l’Occidente apre le porte al sushi?
Negli anni ‘60, in California, sono tanti i ristoranti giapponesi che servono sushi soprattutto ai connazionali giunti in America per motivi di lavoro. In questo contesto si diffonde un particolare tipo di sushi arrotolato con un cuore di avocado, cetriolo, granchio, riso all’esterno e alga nori nascosta: è l’uramaki, ormai noto dalle nostre parti come California roll.

Sushi e vino: un abbinamento possibile?

Nel periodo “Edo”, in Giappone, il sushi si arricchisce di ingredienti locali. Nel 1800, in particolare, la diffusione dell’edomae favorisce la vendita ambulante del sushi: i venditori si attrezzano con carretti itineranti e panchette per far sedere i clienti, perché questo tipo di sushi è veloce da preparare ed essendo di piccole dimensioni, anche più facile da afferrare con le mani e da consumare sul posto.
Non era possibile consumare alcol e il venditore, per soddisfare la propria clientela, “abbinava” al sushi del tè verde.
Un altro abbinamento tipico con il sushi è quello con il sakè, bevanda alcolica che si ottiene dalla fermentazione di riso, acqua e spore koji.
E il vino? Se volessimo trovare un buon abbinamento tra sushi e vino, quale potrebbe essere la scelta migliore per rispettare ed esaltare il delicato equilibrio di sapori che è il sushi?

Abbinamento sushi e vino: il nostro consiglio

Essendo una pietanza a base di pesce, appare lineare un abbinamento sushi e vino bianco per valorizzare il sapore delicato e leggero e, allo stesso tempo, esaltarla con una buona aromaticità.
Il nostro consiglio, invece, è di abbinare un vino rosso: il nostro Fanus, per esempio, blend di Nero d’Avola e Syrah, è un vino che sa di territorio e che, grazie alla decisa piacevolezza del Syrah e alla intrigante personalità del Nero d’Avola, si adatta bene anche ai piatti di pesce.

Sushi e vino rosso, un connubio da sperimentare!

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