Pane fritto siciliano, merenda delle nonne

Nella sua variante dolce, il pane fritto siciliano era la merenda che mamme e nonne di una volta preparavano ai bambini: semplice, veloce e genuino, il pane avanzato, tagliato a fette, fritto e spolverato di zucchero, si trasformava in un delizioso dolcetto che metteva d’accordo tutti, grandi e piccini. Riscopriamo, con il pane fritto, una pietanza povera, radicata nell'antica tradizione siciliana, che ci riporta indietro nel tempo, ai ricordi dell’infanzia.
Pane fritto siciliano, merenda delle nonne - Cantine Gulino

IL PANE FRITTO SICILIANO TRA MEMORIE E TRADIZIONE

Il primo giorno che si è nella nuova casa si mangia pane fritto, e la casa sarà prospera e fortunata.

Onnipresente sulle nostre tavole imbandite, il pane è uno dei cardini della dieta mediterranea.
Imbottito con salumi e formaggi, insaporito con le olive, puntellato di gocce di cioccolato, tostato con burro e marmellata, accompagna alla perfezione pietanze di ogni tipo, è una formidabile merenda, si presta alla preparazione di mille sfiziosi stuzzichini, come il pane fritto siciliano, prelibato finger food nostrano.
Furono gli Egizi a sperimentare per primi il pane lievitato con lievito naturale. Secondo lo storico greco Erodoto, gli Egizi custodivano la “pasta inacidita”, il lievito madre, nelle proprie case come fosse qualcosa di sacro, viste le sue capacità di rendere morbido e fragrante il pane. Gli egiziani erano rinomati per essere “mangiatori di pane” che preparavano in modi e forme diverse.
Il pane, tra gli antichi Romani, si diffuse soprattutto verso la fine della Repubblica e, nel 168 a. C. le panetterie divennero servizio pubblico, con circa 400 forni a Roma durante l’età augustea.
Dopo le invasioni barbariche e la caduta dell’impero romano, la consuetudine con questo alimento conobbe un periodo di declino, mitigato soltanto dall’attività di panificazione svolta all’interno dei monasteri. Nel Medioevo, i ceti meno abbienti consumavano pane preparato con crusca e avena; il pane bianco era, invece, appannaggio dei più ricchi ed era usato come piatto su cui appoggiare altre vivande, considerato più un complemento che un accompagnamento durante il pasto.
Il pane rimasto e scartato veniva lasciato ai servi oppure dato ai più poveri.

IL PANE FRITTO SICILIANO, CON LA VARIANTE DOLCE SI PREPARAVA UNA DELIZIOSA MERENDA

Nella Sicilia di una volta, il pane era talmente prezioso e non si buttava mai. C’era sempre un modo, più o meno gustoso e fantasioso, per recuperarlo e consumarlo, per riciclare quello vecchio di qualche giorno in cucina e trasformarlo in qualcosa di sfizioso e delizioso. Il pane fritto siciliano è figlio di questa esigenza: un piatto povero, una ricetta semplice che si preparava con il pane raffermo per evitare, così, di sprecare questo alimento necessario al sostentamento delle famiglie e frutto del duro lavoro nei campi. Il pane non si buttava mai via, perché – si diceva – “u Signuri si ‘gnira”.

In Sicilia, quando si aveva voglia di un dolce, le nonne preparavano ai bambini il pane fritto con lo zucchero. Avveniva soprattutto nei giorni della panificazione, perché si poteva conservare una piccola quantità di pasta lievitata da friggere per la merenda, da decorare poi con dello zucchero semolato. Ed ecco che, dal pane raffermo mescolato con lo zucchero, nasceva una merenda golosa, semplice e genuina. Un’antica tradizione che ci riporta indietro nel tempo, tra i ricordi dell’infanzia: pane avanzato, un po’ di latte, al massimo un uovo e dell’olio per friggere.

Una delle prime ricette di impasto di pane fritto con latte cagliato, addolcita con miele e semi di papavero, risale al Faraone Ramses III (XII sec. a.C.), ghiotto di questo tipo di dolcetti, antenati del nostro pane fritto con lo zucchero, da far riportare la ricetta all’interno della propria tomba a Tebe. Nel Medioevo, inoltre, la pietanza dolce più diffusa era il pane raffermo bagnato nel latte e poi fritto nel lardo o nello strutto. Una tradizione, forse, che giunge dall’antica Roma, dove si preparavano frittelle di pane o di impasto di pane dolcificate con miele e spolverizzate di spezie varie.

PANE FRITTO SICILIANO: COME SI FA IL PANE FRITTO CON LO ZUCCHERO?

Pane raffermo tagliato a fette sottili, passato nel latte e, poi, nell’uovo sbattuto, fritto nell’olio bollente per almeno un paio di minuti e, infine, decorato con una spolverata di zucchero: il pane fritto siciliano dolce è una merenda casalinga, facile da preparare, che racchiude in sé la genuinità di una tradizione ancora viva nella memoria.

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