Riserva del Plemmirio, tra natura e storia

Si è da poco aggiudicata il premio “Parco Inclusivo” 2022 di “Obiettivo terra”, per la “perseveranza” degli interventi destinati a rendere il mare più accessibile alle persone con disabilità e ridotta mobilità. Con la Riserva del Plemmirio, un luogo meraviglioso tra natura incontaminata, mare e storia, inauguriamo le nostre “Passeggiate siracusane”: consigli sui luoghi più suggestivi della città da visitare e scoprire.
La Riserva del Plemmirio, esperienza tra natura e storia - Cantine Gulino

Davanti al golfo Sicanio giace un’isola,
di fronte al Plemmirio ondoso,
gli antichi le diedero il nome di Ortigia.

La Riserva del Plemmirio: che cosa s’intende per Area Marina Protetta?

Duemilacinquecento metri quadrati di mare, zona sud orientale di Siracusa.

Dodici chilometri di costa che fronteggiano l’isola di Ortigia, antico centro storico della città, e, a sud, chiudono il Porto Grande.
Natura incontaminata, mare cristallino, flora e fauna rare e meravigliose, un tratto costiero di grande valore naturalistico e tracce ancora evidenti della storia di Siracusa a pochi chilometri da Siracusa: tutto questo è la Riserva naturale del Plemmirio, dal 2005 Area Marina Protetta del Plemmirio, nata intorno all’antico promontorio del Plemmirio, sorta lungo la Penisola della Maddalena (che prende il nome da una chiesetta dedicata alla Maddalena) e il Capo Murro di Porco, un luogo suggestivo che racchiude preziose testimonianze naturalistiche e archeologiche, paesaggi unici e mozzafiato tra scogliere a picco sul mare, spiagge dorate, grotte e calette nascoste, relitti di antiche imbarcazioni.

Ecco – scrive Giuseppina Norcia nel suo Dizionario sentimentale di una città – Capo Murro di Porco, con le sue scogliere a picco attorno al faro solitario e bianco; il Plemmirio ondoso, su cui 2500 anni fa si accamparono gli Ateniesi prima della disfatta nel porto di Siracusa..

Grazie alla sua rilevante posizione strategica, il Plemmirio è stato frequentato fin dall’età del Bronzo Medio (XV-XIV a. C.), come raccontano i diversi ritrovamenti di fondi di capanne e necropoli, testimonianza dell’esistenza di insediamenti indigeni che, nel corso del tempo, sono stati studiati da archeologi illustri come Francesco Saverio Cavallari e Paolo Orsi. Quest’ultimo, in particolare, riportò alla luce due nuclei di tombe a grotticella, uno presso l’insenatura di Massoliveri e l’altro lungo la costa meridionale di Capo Murro di Porco, accompagnate da ricchi corredi funerari databili alla cultura di Thapsos (XV-XIV sec. a. C.).

In età greca arcaica e in età romana la presenza di carraie e di diverse fornaci di calce ha fatto supporre che l’area fosse utilizzata anche a fini produttivi per lo sfruttamento delle cave di pietra presenti nella zona. Oltre a testimoniare le tracce della viabilità antica di età preistorica, mantenuta anche nelle epoche successive, dallo sfruttamento delle cave di pietra di questa zona si ricavava il materiale necessario alla costruzione di numerosi edifici come il tempio di Apollo, di Minerva e, dopo il terremoto del 1693, della facciata della Cattedrale, il Duomo di Siracusa.
Nel V sec. a.C., stando al racconto di Tucidide (libri VI-VII), gli Ateniesi, contrapposti ai siracusani durante gli scontri che si svolsero nel Porto di Siracusa, occuparono il Plemmirio e seppellirono i caduti di guerra nelle antiche tombe esistenti.

La presenza di masserie, della tonnara e alcuni toponimi ricorrenti evidenziano la forte vocazione agricola che, in periodi più recenti, questa zona del siracusano ha sempre avuto: coltivazione della vite, produzione del vino e, in particolare, del celebre Moscato di Siracusa. A partire dal 1800, poi, si è popolata di ville di proprietà di famiglie benestanti siracusane che qui venivano a trascorrere la villeggiatura.

Come visitare la Riserva del Plemmirio?

 

La Riserva conta circa trentacinque punti di accesso al mare.
Tra le attrazioni archeologico-naturalistiche più suggestive, la “Grotta Pellegrina” rappresenta un interessante sito preistorico nei pressi del quale si trovano anche due cisterne per l’acqua piovana del XIX secolo. Punta della Mola è, invece, un’antica necropoli databile all’età del Bronzo: sono visibili ancora oggi tracce di un villaggio limitrofo e latomie sulla costa. Lungo la costa, sei latomie testimoniano la possibile presenza, in quest’area, dell’antico quartiere suburbano Plemmyrion di cui, oggi, non sappiamo più nulla.

All’interno della Riserva è possibile praticare diverse attività all’insegna della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, della natura circostante e della biodiversità:

  • escursioni,
  • immersioni e pesca sportiva,
  • percorsi ciclabili, archeologici e subacquei.

Trovate tutte le indicazioni per raggiungere la Riserva del Plemmirio, per conoscere le zone cui è possibile accedere e le attività praticabili sul sito web dell’Area Marina Protetta.

Riserva naturale Plemmirio Siracusa: abbiniamo un vino a un luogo?

 

Per la riserva del Plemmirio, luogo di natura incontaminata, ricco di storia e testimonianze del passato, abbiamo scelto un vino bianco dalla spiccata aromaticità arricchita da una fresca nota salina, in cui convergono i profumi tipici della nostra terra e radici antiche: il nostro vino Moscato secco Eileos.

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