Il vitigno Chardonnay: storia di un francese in Sicilia

Alzi la mano chi non conosce i vini Chardonnay. Vini bianchi eleganti e sofisticati che nascono dalle uve Chardonnay, il vitigno francese da cui, insieme a Pinot Noir e Pinot Meunier, si produce lo Champagne. Originario della Borgogna, è coltivato e conosciuto in tutto il mondo, anche in Italia, dove è diffuso soprattutto in Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto e in Sicilia.
Il vitigno Chardonnay declinato nel vino bianco Chardonnay Akram - Cantine Gulino

Il vino Chardonnay, campione della viticoltura internazionale

Storia di un vitigno francese in terra sicula.

Nella patria di bianchi vivaci, di rossi di sostanza e di dolci inebrianti, il vitigno cosmopolita Chardonnay ha da tempo trovato terra confortevole dove prosperare, perfettamente in sintonia con l’identità siciliana, frutto di sovrapposizioni e fusioni stratificate nei secoli, e l’estrema varietà dei suoi paesaggi.

Perché se si potesse definire il vino bianco Chardonnay con una sola parola, sarebbe senza dubbio versatilità. 

Sebbene la sua patria enologica sia la regione vinicola del Macon, nel sud della Borgogna, dove insiste l’omonimo paesino, oggi lo Chardonnay ha valicato i confini francesi ed è uno dei vitigni a bacca bianca più diffusi al mondo, anche in Italia, dove si è ben radicato in Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto e – dulcis in fundo – anche nella nostra soleggiata Trinacria.

Risalire alle sue origini storiche non è semplice: si dice, infatti, che le sue radici siano orientali e che affondino nei suoli argillosi delle colline intorno a Gerusalemme. Che siano stati i Crociati, nel Medioevo, al ritorno dal Medio Oriente, a portare un vino chiamato “Porte de Dieu”, traduzione dell’ebraico “Shahar Adonay” (Porta di Dio), perché Gerusalemme era la città in cui ogni porta conduce al Tempio di Dio.

Confuso per lungo tempo con il Pinot bianco, solo nel 1903 ha ottenuto una sua identità indipendente: geneticamente è il frutto di un incrocio tra il vitigno Pinot Noir, da cui eredita i profumi più minerali e terrosi, e il Gouais Blanc, vitigno di origine slava. 

I primi a coltivarlo, tra l’VIII e il X sec. d. C., furono i frati dell’abbazia di Pontigny.

Pare, infine, che nell’Alto Medioevo fosse noto nella regione di Champagne con il nome di Formenteau, per via del colore dei piccoli grappoli d’uva, dorato e brillante, simile a quello dei chicchi di grano. 

Chardonnay, caratteristiche del vitigno e dei vini

 

Versatilità, abbiamo detto.

Straordinaria capacità di adattarsi alle caratteristiche dei terreni, ai climi più disparati, alle abitudini e abilità dei vignaioli. Un vitigno multiforme, capace di “leggere” i terreni, meglio se di tipo calcareo-argilloso, e di adattarsi alle condizioni climatiche, con preferenza per le zone fresche e ventilate.
Muta pelle a seconda dei territori in cui viene coltivato, grazie alla ricchezza di componenti aromatiche che di volta in volta si sprigionano nel calice: laddove il clima è caldo, il vino è corposo ed emerge la componente floreale e fruttata, con evidente frutta matura, nei climi caldi; se è freddo, è più secco ed emerge quella minerale.

Chardonnay, vino Akram

 

Dalle uve di Chardonnay la nostra cantina produce Akram, un vino bianco cosmopolita e sofisticato, dalla forte e riconoscibile anima sicula che si esplica negli aromi di frutta fresca a polpa gialla, come mela e pera, e tropicale, nelle note agrumate e minerali, fresco, strutturato, sapido.

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